il blog nella didattica

 
     

lunedì, 07 aprile 2008



(in)sicurezza/ Dove finisce la paura ed inizia Internet

''Non si può volere una rete sicura a priori perché il genitore non ha tempo da passare con il figlio per provvedere al suo sviluppo. Non si può volere una rete sicura per trasformarla in una sorta di babysitter''

in Punto Informatico

jlb |18:31 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, bambini, letture, web , internet, diritti, educazione, censura, minori, cittadinanza digitale


domenica, 06 gennaio 2008



Di chi è la tua identità?

jlb |01:42 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, letture, internet, diritti, diritti umani, liberta, cittadinanza digitale


venerdì, 02 marzo 2007



La parte abitata della rete

Sparsi qua e la’ per la rete se ne possono trovare frammenti in forma di post, slide, pdf, wiki, ma ora è un libro  :-)

“… c'è tutto un percorso emotivo, […] che accompagna la messa a punto di una visione organica delle cose, la verifica che la stesura e l'argomentazione rispondano appieno al sistema di idee che ci forma le singole opinioni e le interpretazioni delle cose di cui parliamo.”

E ancora:

“… per persone come Sergio [...] la pubblicazione di un libro è prima di tutto l'occasione per fare qualcosa in cui credere, per far circolare fuori dalla Rete una possibilità di apertura per le vite e le menti che ancora non ne conoscono le potenzialità e che, magari, possono trovare felice questo incontro.”
Giuseppe Granieri qui, io sottoscrivo  :-)

La parte abitata della rete
di Sergio Maistrello
Tecniche Nuove, 2007


jlb |16:10 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
cultura, etica, libri, internet, leggere, sergio maistrello, la parte abitata della rete


domenica, 18 febbraio 2007



Per chi suona la campanella

Il post di Sergio Maistrello mi ha portato a riflessioni discordanti nelle quali, invece, vorrei cercare di mettere un po’ di ordine. 

La morale di tutto questo è che in quattro giorni non ho trovato affatto una morale. Solo un gruppo di ragazzini pieni di opportunità, ma molto distratti e assai annoiati - pur con le debite, confortanti eccezioni. Hanno strumenti che noi ci sognavamo.”

Una morale forse c’e’ e potrebbe essere che la realta’ è diversa da quella che viene presentata dai mezzi di comunicazione, si potrebbe pensare che i ragazzi non sono cosi’ vicini alle nuove tecnologie quanto l’immaginario collettivo li percepisce.
Tutti hanno un telefonino, ma non tutti possiedono un computer. Tutti giocano con la playstation, ma solo una parte e’ collegata ad Internet.
Ci sono scuole sufficientemente dotate di computer, ce ne sono altre, invece, dove gli studenti non hanno un accesso ad Internet.
Puo’ capitare, insomma, che dei giovani arrivino al diploma o, peggio, alla laurea senza aver avuto contatto con il computer ed Internet.
Questo dice la mia esperienza, purtroppo confermata dai dati dell’Istat.

Di tutto, l’effetto più stupefacente […] è stato ripiombare in quel mondo avulso dalla realtà che è la scuola.”

Mondo avulso dalla realta’ o realta’ avulsa dal mondo della scuola?
La campanella scandisce il tempo dell’istituzione scolastica ed è il tempo della civilta’ industriale.
La campanella suona per l’insegnante ed indica il momento in cui  prende possesso del suo feudo, segnala l’istante in cui il sapere viene ritagliato in territori (le materie).
La campanella suona per alunni e studenti e segna l’inizio del tempo della costrizione. Studenti costretti a mettere da parte i propri pensieri, i propri sentimenti, le emozioni e le curiosità per entrare nel territorio del sapere parcellizzato.
Se si dovesse accendere la fiamma del desiderio di conoscere, la campanella pensera’ a spegnerla.
Si impara per tutta la vita, a scuola, nella strada, alla televisione, sui giornali, sui libri, nei campi sportivi... Prima riconosceremo questa realtà e ce ne assumeremo la responsabilita’, prima potremo trasformarci in una societa’ pedagogica.
Quindi, non chiediamoci per chi suona la campanella: suona per tutti noi.


jlb |14:50 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti (7)
etica, riflessioni, conversazioni, societa, scuola, pedagogia, blog, internet, time, tempo, giovani, educazione, conoscenza, sapere, ipotesi, ict


venerdì, 16 febbraio 2007



Augh!

"Fate attenzione a come parlate!", gridava Nanni Moretti. Degradare le parole a semplici mezzi della lotta per il potere e' una forma di inquinamento spirituale. Senza la "virtu'" anche la parola piu' sublime e' solo un nome. Il capo indiano sottolineava la serieta'  e la responsabilita' della parola pronunciata con il suo perentorio "Augh, ho detto!" posto al termine della frase. Chi parla veramente assume, infatti, un impegno nei confronti del mondo. E' tenuto ad una condotta, deve sostenere con l'askesis* il proprio detto. La vera parola "non torna indietro". E' irreversibile. Per queste le parole sono rare (e "rari" coloro che le pronunciano) ed è per questo che trattare le parole come meri nomi ha il senso della perversione (il diavolo, secondo la teologia, e' un gran chiacchierone, un "comunicatore"  instancabile e seducente).

Rocco Ronchi

Tratto da: Liberopensiero, 1 dicembre 2003

--------------------
*askesis:esercizio

:: La scena e la parola - Simone Morgagni
:: Vizio superlativo - Sergio Maistrello


jlb |15:30 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, conversazioni, appunti, letture, formazione, sulla parola


mercoledì, 14 febbraio 2007



Umilta'

"Dichiarare qualcuno ignorante, nella sua globalita', non e' solamente falso, e' anche un gesto di disprezzo, di umiliazione, di violenza.
Ponendo il principio che ciascuno sa, si enuncia la piu' semplice delle verita', restituendo contemporaneamente a ogni essere la sua dignita
".

Ognuno sa, ma nessuno sa tutto. "Tutto il sapere è nell'umanita.'"

"Questa ignoranza del tutto [...] fonda a un tempo un'umilta' primaria e il rispetto che gli umani devono a se stessi e agli altri."

Michel Authier, Pierre Lévy - Gli alberi di conoscenze. Milano, 2000.


jlb |20:31 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti (1)
etica, riflessioni, appunti, pedagogia, web , diritti, ritagli, educazione, blogosfera, diritti umani, violenza, conoscenza, sapere, pierre lévy


lunedì, 12 febbraio 2007



Giornalismo prono

Su L’ottovolante del lunedi di Giuseppe Turani leggo:

Edoardo Raspelli, noto critico gastronomico (apprezzatissimo) e’ stato molto sorpreso e deluso che quasi nessuno abbia commentato il fatto che la scrittrice Camilla Bersani ha stroncato sul Sole 24 Ore la cotoletta del ristorante milanese Gold di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che hanno minacciato, per rappresaglia, di togliere la pubblicita’ al quotidiano  di De Bortoli. Vicenda poi conclusasi grazie al critico gastronomico dello stesso giornale, Davide Paolini, che ha recensito positivamente i piatti del Gold.”

La Repubblica Affari & Finanza. 12 febbraio 2007. pag. 3.


A me non mi piace


jlb |14:07 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, conversazioni, frammenti, giornalismo, soldi, pubblicita, censura, qualita, mercato


venerdì, 02 febbraio 2007



L'economia della conoscenza

Parola chiave: sostenibilita'


jlb |23:53 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, letture, economia, ecologia, economia conoscenza


mercoledì, 31 gennaio 2007



Da che parte voglio stare?

:: Verso un’ecologia del sistema operativo - Sergio Maistrello
:: Quanto siamo disposti a fare per poter vivere secondo la nostra personale “ecologia”? -  Suzukimaruti
:: Niente di nuovo in Vista - Settolo
:: Le fanfare per Windows Vista - Michele Bottari
:: Lo sviluppo non sostenibile di Vista - Michele Bottari
:: Pietra Tombale e sbadiglio - Network Games

"Il meglio si sposta continuamente non non solo perché le situazioni "oggettive" si evolvono, ma perche' la conoscenza delle situazioni si affina o si ingarbuglia [...] e perche' i criteri di scelta cambiano in funzione delle trasformazioni del contesto e dell'evoluzione dei progetti. Ogni nuova scelta viene fatta dall'interno di un cammino originale e imprevedibile di apprendimento collettivo e di invenzione di se'"

Pierre Lévy - L'intelligenza collettiva. Per un'antropologia del cyberspazio - Milano, 2002. p. 242.



jlb |16:57 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, riflessioni, conversazioni, letture, ecologia, futuro, windows vista, intelligenza collettiva, pierre lévy, software open source


domenica, 28 gennaio 2007



Qualcun altro se n'e' accorto

jlb |11:03 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, letture, giornalismo, qualita, disinformazione, deontologia, responsabilita


giovedì, 25 gennaio 2007



Confusione



jlb |21:00 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, diario, economia




A volte le questioni di principio possono essere buoni argomenti

Microscontenti
di Giuseppe Granieri


in: Sergio Maistrello - Gubbio (PG), 31 marzo 2006 [PDF]


Non sono un'utente e nemmeno una cliente, ma una cittadina della societa' digitale. Abito in periferia.

"La societa' digitale e' la piu' grande occasione di sviluppo che l'uomo abbia mai avuto. Abbiamo l'obbligo di provare, tutti insieme, a sfruttarla nel migliore dei modi possibili".
Giuseppe Granieri - La societa' digitale. Bari - Roma, 2006

L'economia di mercato e il liberalismo spinto sono strade che abbiamo percorso e che hanno portato benefici a pochi. La politica ha lasciato spazio alle guerre e il futuro del pianeta e' fortemente a rischio.
Posso impegnarmi e sperare che la grande opportunita' offerta da Internet sia utilizzata per la creazione di uno spazio in cui le esigenze economiche convergano con quelle etiche?


jlb |20:30 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, politica, conversazioni, letture, societa, economia, web , internet, futuro, soldi, mercato, responsabilita, intelligenza collettiva, la societa digitale, metriche


giovedì, 18 gennaio 2007



"Silenzioso appello all'apertura di un nuovo spazio"

"Da chi è fatto allora il web 2.0 nostrano? Si tratta spesso di gruppi di esperti che rimanendo nell'ombra si ritrovano online dopo giornate di lavoro "tradizionale" disegnando quella che sperano essere la prossima killer application, l'esperimento che cambierà loro vita professionale e magari anche entità del conto in banca".
Il web 2.0 in Italia di Emanuele Quintarelli

"Il peggio accade quando gli spazi inferiori vogliono comandare e violentare gli spazi superiori", volonta' innata anche nello Spazio delle merci che guardando in su vede nel nascente Spazio del Sapere il prossimo territorio da conquistare.
in: Cristiano Siri. Weblog: prove di intelligenza collettiva? (Pdf) - Tesi di laurea. Genova, 2003. p. 37.


jlb |18:07 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, appunti, web , internet, ritagli, soldi, mercato, ipotesi, web 20, intelligenza collettiva, la societa digitale, pierre lévy




Saldo

jlb |09:05 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, letture, economia, blog, mappe, blogosfera, statistiche, numeri, mercato, blogbabel, metriche


giovedì, 04 gennaio 2007



Vetri appannati

“Internet potrebbe essere usata dai cittadini per tenere sotto osservazione il proprio governo, anziche’ dai governi per tenere sotto osservazione i propri cittadini. Potrebbe diventare uno strumento di controllo, informazione, partecipazione e persino decisione, dal basso verso l’alto. I cittadini potrebbero avere accesso ai file del governo, come in effetti sarebbe loro diritto. E i governi, e non le vite private degli individui, diventerebbero una casa di vetro…”
Manuel Castellas – Galassia Internet. Feltrinelli.

Il 2 gennaio leggo dell’annuncio di un Decreto Gentiloni Ministro delle comunicazioni per contrastare la pedofilia on-line.
Mantellini scrive che sul sito del Ministero non è presente il testo del Decreto. Intanto le voci in rete e sui giornali si moltiplicano.
Mi metto alla ricerca del testo del Decreto, ma non lo trovo, anche perché il decreto sembra essere un fantasma: non porta nessun numero, nessuna data e non si riesce a capire a che punto dell’iter legislativo si trovi :-O
Scopro che il sito del Parlamento italiano non e’ raggiungibile, dal 1° dicembre, infatti, e’ on-line il sito accessibile, talmente accessibile che il sito del Senato è scomparso e quello della Camera dei Deputati che consente la ricerca delle leggi per numero, data e argomento non restituisce nessun risultato. (Ho ricontrollato: ora è in funzione).
Niente paura ho altre tracce: so che con il provvedimento del Ministro si completa il percorso della legge 3 agosto 1998, n. 269 "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù", successivamente integrata dalla legge n. 38/2006.
I testi delle due leggi li ho trovati, grazie a Google. :-)
Intanto il 3 gennaio, Mantellini, riceve "in mailbox alcune copie della bozza del decreto Gentiloni "  :-O
Le mette a disposizione della rete. E di questo lo ringrazio :-)
Cerco ora di capire la natura della notizia data dal Ministro con il suo comunicato stampa perche’ non è che “uno” si sveglia una mattina, abbozza un decreto e questo entra in vigore. No, esite un percorso legislativo che è stabilito dalla Costituzione (artt. 70-82).
Cerco allora di scoprire a che punto è il Decreto.
Bene, del Decreto a livello istituzionale non ho trovato traccia, né tra i Disegni di legge, né  tra i Decreti, né tra i prossimi impegni del Parlamento e del Governo
Puo’ essere che mi sia sbagliata, puo’ anche essere che la mia ricerca sia stata incompleta… me lo auguro, perché diversamente si sta parlando, se va bene, di un’intenzione che, a mio parere, non meritava un comunicato stampa da parte di un Ministro della Repubblica Italiana.

aggiornamento del 4 gennaio 21:15

Al link www.parlamento.it appare una pagina di cortesia che avverte: "Sito temporaneamente non attivo. Il sito del Parlamento italiano e' temporaneamente non attivo per improrogabili aggiornamenti tecnici.
Il ripristino dei servizi e' previsto per il 6 gennaio."

Direi: peggio di Splinder  ;-)


jlb |17:24 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti (2)
cultura, etica, politica, riflessioni, bambini, diritti, giornalismo, democrazia, rumore, parlamento, adolescenti, paolo gentiloni, ministero comunicazioni, decreto gentiloni




Interferenze nella vita privata

Dalla dichiarazione universale dei diritti umani

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.


:: Buone notizie di Simone Morgagni (in realtà sono pessime) :-@
:: Quel che si dice nella blogosfera italiana
:: Come ti spio l'email (legalmente) Pubblicati i dettagli dell'accordo tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti sui passeggeri che volano verso gli Usa. di Pier Luigi Tolardo 

Aggiornamento del 4 gennaio 2004 ore 13:03

:: Europa debole di Carlo Formenti


jlb |01:46 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
cultura, etica, politica, legalita, internet, diritti, educazione, liberta, democrazia, ict , tic


sabato, 30 dicembre 2006



Ciò che si può e si deve fare

Niente muraglie cinesi
di Paolo Gentiloni

Grazie Ministro e grazie a g.g. che ha portato fin qui parole sensate. :-)


jlb |14:37 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
cultura, etica, letture, societa, scuola, web , internet, diritti, giovani, educazione, futuro, formazione, democrazia


mercoledì, 20 dicembre 2006



Ancora sulle mappe

"... ogni hyperlink esprime gli interessi o le raccomandazioni di qualcuno. Se tu volessi fare una mappa del web, che mostri tutti i siti e tutti i link, dovresti fare una mappa delle cose che 500 milioni di persone ritengono interessanti.
Questo è molto diverso da una mappa del mondo reale che mostra dove sono le montagne e dove gli oceani finiscono e dove inizia la terraferma. La mappa del mondo reale mostra quello che a noi umani è stato dato (to work with). Il web invece mostra quello a cui noi abbiamo scelto di tenere.
E questo è quello che rende così speciale il web. Non è fatto di montagne, deserti, mare e foreste. È fatto da esseri umani che mettono insieme le cose a cui tengono".

David Weinberger. Small Pieces loosely joined (kids)
Traduzione italiana a cura di Alberto Mucignat PDF [80 KB]

Forse qualcuno l'ha dimenticato ;-)


jlb |15:50 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, link, web , blog, mappe, weblog, blogosfera, blogbabel


domenica, 17 dicembre 2006



Ivan Scalfarotto e lo spin-doctor

"Lo spin-doctor è un manipolatore d'opinione, il cui compito è quello di "mettere in movimento" le idee di un leader politico nelle conferenze stampa e nei comizi pubblici. Il suo lavoro consiste nel selezionare e mettere in risalto parole, suoni e frasi che con maggiore probabilità produrranno l'effetto desiderato sull'opinione pubblica. Citare e ripetere , con o addirittura senza adeguate parole di commento, sarà comunque come far rotolare una palla di neve lungo un pendio. Il movimento di rotazione farà il resto. Lo spin-doctor, ovviamente, non potrebbe esistere senza i media elettronici. L’elettricità è essa stessa “movimento”. Il rimbalzare del messaggio – o feedback – da un medium all’altro dalla stampa alla televisione e viceversa, crea un’impressione destinata a trasformarsi rapidamente in un’emozione e ad alimentare un’opinione. […]
Secondo la battuta di McLuhan, “quando l’informazione si sposta a velocità elettrica, i mondi delle tendenze e delle dicerie diventano il mondo ‘reale’”.”
Derrick de Kerckhove. Brainframes. Bologna, 1998

Ivan Scalfarotto, dopo aver rilasciato l’intervista a la Repubblica, il 7 agosto 2005 apre il suo blog e in soli 3 giorni diventa il candidato blogger alle primarie.

l’occasione


jlb |17:54 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti (2)
etica, politica, riflessioni, appunti, web , internet, weblog, blogosfera, ivan scalfarotto


martedì, 12 dicembre 2006



Come ex allievo, come insegnante e come padre

Primo, non copiare
di Mario Tedeschini Lalli

via Edupodcast


jlb |15:58 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, legalita, scuola, giornalismo, educazione


lunedì, 20 novembre 2006



Homo oeconomicus
Un robot che non funziona
di Luca De Biase

jlb |00:43 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, riflessioni, conversazioni, letture, societa, blog, weblog, blogosfera, collaborazione, soldi, gratuita


mercoledì, 19 luglio 2006



Questa strada non è la mia strada

Gattostanco risponde a Simone Morgagni sulla "severa critica" al libro di Giuseppe Granieri

A proposito di digital divide, Gattostanco scrive:

"Una elite umana (il surplus) ha per la prima volta i propri confini economici relativamente bassi, si appoggia su una base sovranazionale ed è teoricamente paritaria tra i membri. La sfida futura non sarà il tentativo di aprirla a quanti più individui sarà possibile; la vera sfida sarà il tentativo di mantenere questa elite tecnologica viva e pulsante attraverso una comunicazione trasparente e condivisa senza restrizioni illiberali imposte dalle elite classiche".

Art. 3. dela Costituzione della Repubblica Italiana
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese..

ma visto che "l'elite umana" si appoggia su una base sovranazionale:

Dichiarazione universale dei diritti umani

Art. 1 
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Art. 26
1) Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2) L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3) I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Art. 27
1) Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2) Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.


La Dichiarazione non è un documento giuridicamente vincolante, ma i suoi contenuti sono stati tradotti in Patti, Convenzioni e Protocolli internazionali che, firmati e ratificati, hanno assunto il valore di legge sovranazionale.

Fonti: La Costituzione della Repubblica ItalianaDichiarazione universale dei diritti umaniAssociazione italiana donne per lo sviluppo


jlb |03:16 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti (2)
etica, conversazioni, diritti, blogosfera, digital divide, responsabilita, la societa digitale, cultural divide


mercoledì, 23 novembre 2005



Bambini, vecchie e nuove tecnologie

In occasione della Giornata per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a Firenze, si è tenuto il convegno “L’eccezionale del quotidiano”, dove Linda Sabbadini, direttore centrale dell’ISTAT, ha presentato una ricerca statistica sul mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.
I dati si riferiscono all’anno 2005 e sono confrontati con quelli del 2000.
Ragazzi e bambini sono stati esaminati nel loro rapporto con la famiglia, il gioco, l’autonomia, i mezzi di comunicazione e la fruizione culturale.
Qui mi limiterò a prendere in considerazione il rapporto con i mezzi di comunicazione per la fascia di età di mia competenza: dagli 11 ai 13 anni.

Televisione
Rispetto al 2000, è cresciuto il numero di bambini che guardano la televisione ed è cresciuta la frequenza con cui i bambini la guardano.
I più assidui davanti alla TV sono i ragazzi dagli 11 ai 13 anni (96%).
Il 12,1% guarda la TV sempre da solo ed il 46, 1% da solo e con i familiari.
I genitori che controllano sempre i programmi e le videocassette che vedono i figli sono il 71.2%, che controllano saltuariamente il 20,2% e che non controllano mai l’8,6%.
Sono maggiormente seguiti i ragazzi residenti al nord e con una situazione socio-economica medio-alta.

Cellulare
Tra il 2000 e il 2005, gli utilizzatori del cellulare, tra gli 11 e i 13 anni, sono passati dal 35,2% al 74,3%.
Il 6,5% usa il cellulare anche per collegarsi in Internet.
Bambini e ragazzi che utilizzano il cellulare, in genere, ne possiedono uno personale.

Computer ed Internet
In Italia, le famiglie con almeno un minore in casa sono quelle con la più alta percentuale di computer (67,6%) e di collegamento ad internet (51%).
La diffusione e l’uso del computer e di Internet ricalca il divario tra nord e sud del Paese e tra ricchi e poveri.
Questa differenza non si osserva, invece, per quel che riguarda il possesso del cellulare.

Considerazioni
La relazione, che accompagna i dati statistici, fa più volte riferimento al ruolo fondamentale della famiglia nell’alfabetizzazione informatica.
Mi sembrerebbe più appropriato parlare di ruolo della famiglia nell’offrire a bambini e ragazzi la possibilità di accedere alle nuove tecnologie. Possedere un computer, infatti, non significa conoscerlo e nemmeno saperlo usare.
A mio parere sarebbe stato interessante conoscere se i bambini e i ragazzi navigano in Internet da soli o con la famiglia se e in quale modo i genitori controllano la navigazione dei figli.
L’ISTAT afferma più volte che l’impegno della scuola non è sufficiente a ridurre le forti differenze socio-economiche che determinano l’accesso o meno alle tecnologie dell’informazione.
Penso, invece, che il problema investa tutta la società e che possa essere risolto solo a livello politico.
Nella mia scuola, che è discretamente attrezzata con 1 aula dotata di 15 computer in rete e il collegamento ADSL, ogni alunno ha 0,05 postazioni di lavoro a sua disposizione.

Conclusioni
Il mondo dei bambini in Italia è caratterizzato da forti squilibri territoriali e sociali. Nel nostro Paese ci sono bambini e ragazzi che hanno minori opportunità o che sono esclusi dall’accesso alle nuove tecnologie.
Tuttavia, negli ultimi anni, il divario digitale si è ridotto maggiormente proprio dove le disuguaglianze erano più forti.

Relazione di Linda Laura Sabbadini  PDF [389 KB]


jlb |16:43 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti (1)
etica, appunti, tecnologia, computer, scuola, internet, media, statistiche, digital divide


mercoledì, 26 ottobre 2005



Su la Repubblica.it

La parola ai ragazzi, a ognuno il suo blog

via Come si fa un blog

Continuo a dissentire nei confronti delle "riserve/ghetto" per ragazzi. :-/


jlb |22:20 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, letture, educazione, weblog, formazione, piattaforme


martedì, 30 agosto 2005



Promesse e pericoli: i poli interconnessi della tecnologia del XXI secolo

 Una risposta a Bill Joy 
 di Ray Kurzweil 

Versione il lingua italiana

Versione originale in inglese

via marco.p


jlb |00:22 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, riflessioni, appunti, letture, tecnologia, blog, didattica, robot, apprendereinrete, robotica


sabato, 27 agosto 2005



Gli scienziati, i programmatori devono iniziare a porsi un problema etico

"Dato che queste nuove tecnologie avranno un potere enorme" [...] "non dovremmo chiederci come possiamo conviverci? E se la nostra estinzione puo' essere il risultato del nostro sviluppo tecnologico, non dovremmo procedere con grande cautela?".
Bill Joy

E' un problema che l'Uomo avrebbe dovuto porsi da tempo.

L'articolo di Bill Joy  e' online su Wired dell'8 aprile 2000
QUI la traduzione integrale

I link sono stati segnalati da
marco.p


jlb |00:27 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti (1)
etica, riflessioni, appunti, letture, tecnologia, robot, apprendereinrete, robotica


domenica, 21 agosto 2005



Giornalismo

jlb |16:35 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, letture, media, giornalismo


giovedì, 11 agosto 2005



Di blog in blog

... sono arrivata alla Carta dei doveri del giornalista sottoscritta dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana l’8 luglio 1993.
E' stata una sorpresa sapere che esiste :-)

via: Paolo's weblog - Se una notte d'inverno un giornalista



jlb |01:37 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti (2)
etica, frammenti, media


sabato, 16 luglio 2005



Creative Commons: un problema di etica?

jlb |13:46 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, letture


sabato, 09 luglio 2005



Creative Commons sotto accusa?

Dibattito sull’etica delle licenze Creative Commons (Italia)


jlb |11:43 | plink |"io non conosco il resto" - E. Galois | commenti
etica, riflessioni















  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami